He will spend hundreds of years traveling the world, learning all there is to know.
He will learn every language.
He will read every book.
He will know every land.
He will spend thousand of years creating stunning works of art.
He will learn to meditate to control all pain.
As wars will be fought and great loves found...
...and lost...and found.
Lost...and found.
And found.
And found.
And memories built upon memories until life runs on an endless loop.
He will father hundreds of thousands of children whose own exponential offspring he'll slowly lose track of through the years, whose millions of beautiful lives will all eventually be swept again from the earth.
And still, Bill will continue.
He will learn more about life than any being in history, but death will forever be a stranger to him.
People will come and go until names lose all meaning, until people lose all meaning and vanish entirely from the world.
And still, Bill will live on.
He will befriend the next inhabitants of the earth, beings of light who revere him as a god.
And Bill will outlive them all...
...for millions and millions of years...
...exploring, learning, living, until the earth is swallowed beneath his feet.
Until the sun is long since gone.
Until time loses all meaning and the moment comes that he knows only the positions of the stars and sees them whether his eyes are closed or open.
Until he forgets his name and the place where he'd once come from.
He lives and he lives until all of the lights go out.
lunedì 3 ottobre 2016
martedì 20 settembre 2016
Cose che buongiorno gastrite
Panariello nelle pubblicità della Wind
La metro B
Le macchine parcheggiate nello stesso posto da mesi
La gente che corre il tempo necessario per mettersi davanti a te e poi fa piano
La domenica pomeriggio
Panariello
La domenica mattina
La pioggia a Roma
Le cuffiette che ne funziona solo una
Le biglietterie
La gente che ti saluta solo se ti viene a sbattere
Gli amici che si vabbè, ma
Le polemiche sul calcio
Internet
I Social Network
La gente che ti fissa
La gente che non gliela fa mai
La gente
La gastrite
L'anima de li mortacci del non farcela mai
Il non capirci un cazzo delle persone
Le persone di cui ti rendi conto non ci hai mai capito un cazzo
Le persone
- molte righe di blasfemia sono state oscurate per la buona pace del karma -
La metro B
Le macchine parcheggiate nello stesso posto da mesi
La gente che corre il tempo necessario per mettersi davanti a te e poi fa piano
La domenica pomeriggio
Panariello
La domenica mattina
La pioggia a Roma
Le cuffiette che ne funziona solo una
Le biglietterie
La gente che ti saluta solo se ti viene a sbattere
Gli amici che si vabbè, ma
Le polemiche sul calcio
Internet
I Social Network
La gente che ti fissa
La gente che non gliela fa mai
La gente
La gastrite
L'anima de li mortacci del non farcela mai
Il non capirci un cazzo delle persone
Le persone di cui ti rendi conto non ci hai mai capito un cazzo
Le persone
- molte righe di blasfemia sono state oscurate per la buona pace del karma -
sabato 3 settembre 2016
Doesn't mean you can't fail.
- Look, Jimmy, if you're that freaked out, we can just unsay it, okay? Poof! Unsaid.
- I'm not gonna start pretending. I might as well start pretending there's a person who lives in the clouds who cares whether we survive cancer or not.
We are strangers, Gretchen.
- Bullshit. We know each other.
- Well, not really. We live together, we trust, blindly. But it's based on what?
It's actual madness, willingly living with a wild animal but one with thumbs who can steal your money and hurt you emotionally.
- So what changed? Why are you suddenly so freaked out now?
- What? I don't like that. Stop doing that!
- That's why you've been asking me questions all day? You never cared enough to ask before. Sam was right. You are showing me, not telling me.
- Listen, those words... they're like a-a verbal contract. They're a promise. And I am not ready to make that promise.
- If "I love you" is like a promise, it's just a promise to, like, try real hard. Doesn't mean you can't fail.
- It doesn't?
- Have you met me? The only way I can stomach any of this is knowing I can just bail at any time.
- We can just... bail?
- Yeah. I always have one foot out the door. With everything. Especially with us.
- So you might just suddenly bounce?
- Any minute.
- I love you.
- Jimmy.
- Come here.
[YrTW]
- I'm not gonna start pretending. I might as well start pretending there's a person who lives in the clouds who cares whether we survive cancer or not.
We are strangers, Gretchen.
- Bullshit. We know each other.
- Well, not really. We live together, we trust, blindly. But it's based on what?
It's actual madness, willingly living with a wild animal but one with thumbs who can steal your money and hurt you emotionally.
- So what changed? Why are you suddenly so freaked out now?
- What? I don't like that. Stop doing that!
- That's why you've been asking me questions all day? You never cared enough to ask before. Sam was right. You are showing me, not telling me.
- Listen, those words... they're like a-a verbal contract. They're a promise. And I am not ready to make that promise.
- If "I love you" is like a promise, it's just a promise to, like, try real hard. Doesn't mean you can't fail.
- It doesn't?
- Have you met me? The only way I can stomach any of this is knowing I can just bail at any time.
- We can just... bail?
- Yeah. I always have one foot out the door. With everything. Especially with us.
- So you might just suddenly bounce?
- Any minute.
- I love you.
- Jimmy.
- Come here.
[YrTW]
giovedì 17 marzo 2016
Mezzo a metà
Ve ne hanno mai parlato di quanto è triste il giovedì?
Beh.
Non c'entra niente.
Qualcuno ha chiesto se un giorno sarà diverso.
Diverso il giovedì?
Non può essere tutto qui. Non può essere tutto così.
Può.
Quanto è triste il giovedì.
Anche quando viene gli altri giorni.
Beh.
Non c'entra niente.
Qualcuno ha chiesto se un giorno sarà diverso.
Diverso il giovedì?
Non può essere tutto qui. Non può essere tutto così.
Può.
Quanto è triste il giovedì.
Anche quando viene gli altri giorni.
sabato 12 settembre 2015
Out of the (X)Box
Una piccola riflessione di cui potrebbe non fregare niente a nessuno:
In ogni ambiente in cui ci sia un paragone possibile è facile trovare gente che "risponde" per partito preso. Cioè se c'è da scegliere tra A o B, ci sarà chi risponderà A a prescindere e chi risponderà B a prescindere. (Poi dopo qualche anno usciranno le C che prenderanno gli avanzi e ne faranno vessillo)
Oggi ripensavo a quando, ai tempi gloriosi, comprai una PlayStation2 alla modica somma di quasi un milione di lire. A quei tempi c'era chi tirava avanti con la PlayStation originale (strafiga peraltro), chi si proiettava verso la nuova generazione abbracciando la PS2 e chi, suo malgrado, non avevo un milione di lire (o la fortuna di fare la comunione l'anno che usciva la PS2) e quindi anche volendo non poteva proiettarsi.
Un anno e spiccioli dopo uscì l'Xbox. Console di nuova generazione che, a parte qualche titolo, per un appassionato di videogiochi non aveva niente di imbarazzante o comunque non troppo da invidiare al mondo Sony. Ovviamente, prezzo di lancio irrisorio se confrontato alla PS2.
Quattro o cinque anni dopo (non ricordo e non mi va di controllare) si ripresentò la stessa situazione (circa) tra PS3 e XBox360.
Premesso che entrambe le console sono l'ultimo dei miei pensieri, ogni tanto mi capita di vedere sotto articoli/pagine di blog/cose commenti di persone polarizzatissimi verso una delle due console: uno su tutti ricordo chi neanche ammetteva che girare con DVD rispetto al BlueRay non fosse un limite (nonostante il fiasco che avrebbero avuto i BlueRay di li a poco).
Guardando un po' al contrario mi rivolgerei principalmente a chi ha scelto Sony (PS) nel 2000 e spicci, spendendo un patrimonio ed ha confermato la scelta nel 2000 e spicci +4/5 con PS3. Se c'è gente che per anni ha negato che la console Sony fosse meglio di quella Microsoft per certi aspetti, non è tanto colpa di loro che si son buttati su quella economica delle due: la colpa è di chi aveva speso un milione per una console, dopo poco ha visto gente che si divertiva lo stesso senza averlo speso e non ha saputo trovare di meglio da fare per sopprimere questo pensiero che dire sempre, pedantemente e con cadenza giornaliera quanto la PS2 fosse meglio dell'XBox. Ecco, ora teneveti i malati di Microsoft.
Detto questo, riaccendo la 2, metto KH2 e aspetto il 3 da mettere nella 4 di mio fratello. Alla faccia vostra, Microsoft-schiappe.
In ogni ambiente in cui ci sia un paragone possibile è facile trovare gente che "risponde" per partito preso. Cioè se c'è da scegliere tra A o B, ci sarà chi risponderà A a prescindere e chi risponderà B a prescindere. (Poi dopo qualche anno usciranno le C che prenderanno gli avanzi e ne faranno vessillo)
Oggi ripensavo a quando, ai tempi gloriosi, comprai una PlayStation2 alla modica somma di quasi un milione di lire. A quei tempi c'era chi tirava avanti con la PlayStation originale (strafiga peraltro), chi si proiettava verso la nuova generazione abbracciando la PS2 e chi, suo malgrado, non avevo un milione di lire (o la fortuna di fare la comunione l'anno che usciva la PS2) e quindi anche volendo non poteva proiettarsi.
Un anno e spiccioli dopo uscì l'Xbox. Console di nuova generazione che, a parte qualche titolo, per un appassionato di videogiochi non aveva niente di imbarazzante o comunque non troppo da invidiare al mondo Sony. Ovviamente, prezzo di lancio irrisorio se confrontato alla PS2.
Quattro o cinque anni dopo (non ricordo e non mi va di controllare) si ripresentò la stessa situazione (circa) tra PS3 e XBox360.
Premesso che entrambe le console sono l'ultimo dei miei pensieri, ogni tanto mi capita di vedere sotto articoli/pagine di blog/cose commenti di persone polarizzatissimi verso una delle due console: uno su tutti ricordo chi neanche ammetteva che girare con DVD rispetto al BlueRay non fosse un limite (nonostante il fiasco che avrebbero avuto i BlueRay di li a poco).
Guardando un po' al contrario mi rivolgerei principalmente a chi ha scelto Sony (PS) nel 2000 e spicci, spendendo un patrimonio ed ha confermato la scelta nel 2000 e spicci +4/5 con PS3. Se c'è gente che per anni ha negato che la console Sony fosse meglio di quella Microsoft per certi aspetti, non è tanto colpa di loro che si son buttati su quella economica delle due: la colpa è di chi aveva speso un milione per una console, dopo poco ha visto gente che si divertiva lo stesso senza averlo speso e non ha saputo trovare di meglio da fare per sopprimere questo pensiero che dire sempre, pedantemente e con cadenza giornaliera quanto la PS2 fosse meglio dell'XBox. Ecco, ora teneveti i malati di Microsoft.
Detto questo, riaccendo la 2, metto KH2 e aspetto il 3 da mettere nella 4 di mio fratello. Alla faccia vostra, Microsoft-schiappe.
domenica 23 agosto 2015
sabato 22 agosto 2015
And still we keep hoping - for better or worse.
Probabilmente dovrei essere piuttosto arrabbiato per come vanno le cose.
Quest'anno non ho visto i fuochi a San Magno. Ero in camera. In casa. Sui libri.
Sono anni ormai che non sto vivendo nel presente, proiettato in un futuro che nessuno può dirmi con certezza se arriverà e, per quanto vicino, sembra spostarsi sempre un passetto avanti.
Ma sono scelte. Scelte che ho fatto io e che sono su di me, quindi non ho motivo di lamentarmene. Fare un programma e portarlo avanti, con conseguenze e sacrifici.
L'anno prossimo forse vedrò i fuochi a San Magno. E saranno bellissimi. Davvero.
Quest'anno non ho visto i fuochi a San Magno. Ero in camera. In casa. Sui libri.
Sono anni ormai che non sto vivendo nel presente, proiettato in un futuro che nessuno può dirmi con certezza se arriverà e, per quanto vicino, sembra spostarsi sempre un passetto avanti.
Ma sono scelte. Scelte che ho fatto io e che sono su di me, quindi non ho motivo di lamentarmene. Fare un programma e portarlo avanti, con conseguenze e sacrifici.
L'anno prossimo forse vedrò i fuochi a San Magno. E saranno bellissimi. Davvero.
domenica 31 maggio 2015
[Pseudo-review] Youth
| Uno dei poster famosi del film |
Youth è un film giovane.
No, davvero. Probabilmente non "giovane" in una delle tante accezioni che potreste trovarci, ma "giovane" nel senso che dico io.
Sei seudto in sala, inizia il film. Una canzone ne accompagna le prime immagini iniziando a trascinarti verso la pellicola; un paio di cambi inquadratura, un dialogo che da un mozzico della trama, il piacere di vedere Michael Caine, poi ancora sequenze di immagini che si sciolgono sulla pupilla: oh mio dio, un titolo "Youth", bianco in alto al centro; il film è iniziato quindi? Quando? Da quanto? Per quanto? Si avvicina la fine? Non lo so, me lo sto gustando, la trama non è frenetica, i dialoghi non sempre sembrano fatti per dire qualcosa; silenzio, spazi, sottintesi forse? Non so, quanto è passato? Siamo a metà film? Forse. Forse no. I personaggi sono stati introdotti, ora so qualcosa di ognuno, ma quando è successo? Non lo so, ma vorrei che andasse avanti, dimmi di più; no, fa niente, mi sto gustando quest'altra scena. E poi? Succede qualcosa. La narrazione da un colpo, mi sento a disagio, lo stavo gustando ed ora mi dispiace. Un'altra sequenza, siamo nella natura. E poi non so. Il film sta finendo: ho guardato un dipinto che mi ha raccontato una storia. Non lunga, non intricata, non serve lunga ed intricata,"Guernica" non lo fa. Solo una storia, immersa in immagini che son felice di aver visto. Sta davvero finendo. Ma non erano a caso quei dialoghi, no, dicevano qualcosa, qualcosa che sembrava niente, ma ora mi sembra davvero qualcosa. È finito. Sì, è finito, ma voglio sentire la musica alla fine, anche sui titoli di coda, non voglio alzarmi, voglio gustarmi questa atmosfera un altro po'.
Youth è un film giovane. Quando è sullo schermo il tempo si ferma. Da quando lo proiettano, non è mai passato un giorno.
Lasciatevi trascinare dall'atmosfera, dalle immagini suggestive. Sarà un viaggio piacevolissimo.
| Micheal Caine in una scena del film |
Posso spezzare un po' l'atmosfera. Io non so se il film è da cineteca o no, ma sicuramente è un film da vedere. Ogni attore, ogni personaggio, vi lascerà il segno e delle domande. Tenete gli occhi per la Mădălina Ghenea, per la fotografia sublime e il resto verrà da sé.
No, non voglio osannarlo troppo. Ho i piedi per terra. Sono solo i miei pensieri. A caldo.
mercoledì 21 gennaio 2015
giovedì 15 gennaio 2015
And I remember the sound
Spesso, automaticamente, facciamo l'errore di associare ad una canzone un ricordo o una sensazione.
Vi assicuro che ve ne cambia la percezione.
Se il tempo passa ed il ricordo scema ne cambia proprio il suono.
E torna ad essere bella. Bella di suo. Senza ricordi accollati.
mercoledì 14 gennaio 2015
I'm amazed that I'm still standing
Oggi è 14 gennaio.
Oggi è il compleanno di una delle persone che più ha cambiato la mia vita.
Forse è un po' banale "rimarcarlo" con questa canzone, ma credo che sia abbastanza emblematica.
I've learned to walk again. A 19 e a 23 anni.
Grazie e tanti auguri Dave.
mercoledì 31 dicembre 2014
Word Forward
Non mi piace essere troppo melenso, né sono solito celebrare le festività con chissà quale entusiamo.
Né fuori, né dentro.
Ponendo però questa ciclicità degli anni come occasione di rinnovo, ne approfitto per dire un cosetta.
Vorrei solo invitarvi a salutare questo 2014 ripensando a tutte quelle cose che non avete detto e ora avreste voluto dire;
insieme a tutte quelle che avete detto ed ora avreste voluto non dire.
Brindate a loro questa sera.
Che vi facciano compagnia oggi e sempre, a monito.
La barca è partita e vi ha lasciato in porto.
E mai come mentre formulavo questo post ho capito le parole che il mio Prof diceva spesso:
"La semplicità è un traguardo, non un punto di partezza".
Né fuori, né dentro.
Ponendo però questa ciclicità degli anni come occasione di rinnovo, ne approfitto per dire un cosetta.
Vorrei solo invitarvi a salutare questo 2014 ripensando a tutte quelle cose che non avete detto e ora avreste voluto dire;
insieme a tutte quelle che avete detto ed ora avreste voluto non dire.
Brindate a loro questa sera.
Che vi facciano compagnia oggi e sempre, a monito.
La barca è partita e vi ha lasciato in porto.
E mai come mentre formulavo questo post ho capito le parole che il mio Prof diceva spesso:
"La semplicità è un traguardo, non un punto di partezza".
lunedì 29 dicembre 2014
[Pseudo-review] Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
A rischio di sembrare un po' impopolare, cosa impossibile leggendo solo io questo blog, mi butto nella mia prima review di un film, tra l'altro uscito di recente.
Questa Review contiene spoiler. Leggeri e poco importanti guardando il film nel complessivo, ma son comunque spoiler.
Con il sesto film in tredici anni, Peter Jackson si accinge a dare l'ultimo saluto ad Arda, chiudendo i libri (quelli grandi e quello piccolo) per cedere il testimone a qualcun altro o, come io spero, lasciare questo unico shot di Tolkien sul grande schermo per non dover subire reboot negli anni, né spin-off inutili tratti da frammenti che neanche il figlio è riuscito a ricostruire.
Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate è dunque il capitolo conclusivo e l'oggetto di questa pseudo-review.
[Premessa: non sono un "fissato" di Tolkien, né un "fissato" della saga. Ho apprezzato tantissimo tutto il lavoro dei primi tre film, etichettandoli come, senza troppi dubbi, la miglior trasposizione fantasy sul grande schermo. Ho, stranamente gradito il primo film de Lo Hobbit, anche se il secondo mi annoia un po'. Non sentirete "ma nel libro non era così", perchè poco me ne frega. Voglio parlare del film]
Il film inizia con una scena, abbastanza sentita almeno per quanto mi riguarda, su Bard, che si colloca senza dubbio come candidato per "il più figo del film" [anche se Gandalf è proprio duro da battere anche quando non fa un cazzo], e la sua storiella in sospeso con Smaug. Il dragone le sta suonando alla cittadella sul laghetto e lui, con tanto coraggio e pezzi di suo figlio, lo legna forte ammazzandolo.
Ora, io detesto la gente che parla ad alta voce al cinema. Come quella che applaude a fine film o che chiacchiera durante i trailer all'inizio. Però non ho potuto fare a meno di sentire come mio il commento del ragazzino che ha detto, da due file dietro di me, "ma già è morto?". Meh, la cosa divertente è che nell'ottica del film, la morte di Smaug non è neanche uno spoiler. Cioè, non frega davvero niente a nessuno di questa cosa. Trentacinque secondi e già non ne parlano più. Diciamo che è un input per la trama. Input che è completamente non necessario in questo film, durando la sequenza non più di mezz'ora. Scusa Jackson, io non ho studiato regia, ma se dal secondo filme levavi un po' di cagate e aggiungevi la morte de Smaug, mi sa che me lo pure riguardavo sano.
All'obiezione "eh, ma poi questo veniva vuoto", ho una lista di cose che poteva aggiungere che avrebbero dato consistenza al film.
Quindi Bard diventa l'eroe del popolo, si affidano a lui e lui li porta alla montagna a farsi dare soldi dai Nani, soldi che Torin gli aveva promesso.
Nel frattempo gli efli si sono accorti della morte del drago e vai che andiamo anche noi. Quindi è una festa e ci vediamo tutti ad Erebor.
Questo, dalla durata di credo 40 minuti abbondanti, forse un'ora, è l'input della trama di un film che poteva tranquillamente farne a meno.
C'è una bella scena, stile videogioco, sulla liberazione di Gandalf nel mezzo, che ho gradito, ma neanche troppo.
Poi arrivano gli orchi ed è subito festa.
Sul resto del film non vado troppo nei dettagli, una buona sintesi potrebbe essere "schiaffi". E di schiaffi ne volano tantissimi, alcuni di classe, alcuni molto epici, alcuni sentiti, come ci avevan fatto abituare i primi film, le mazzate quelle di Aragorn che ogni colpo di spada è come una carezza al nostro senso di maestosità che ci rimpicciolisce sempre più riempiendoci di ammirazione e affetto.
Il film è poi preso quasi completamente dalla battaglia. Non è una cosa nuova, Le due Torri ed Il Ritorno del Re ci avevano abituato a cose simili.
Ma su questo punto c'è, purtroppo, da discutere.
Abbiamo un film caricato con ore di battaglia, nella quale non si capisce cosa sta succedendo. Le scene sono molto chiare, la confusione dei combattimenti non è la telecamera mossa che non fa capire (come mi succede con Transformers), il problema è che non si riesce ad avere una percezione di cosa sta succedendo lontano dall'inquadratura del momento. È come se il tempo fosse fermo, vediamo nani ed elfi che mietono Orchi, ma poi il classico campo lungo ci riporta sulla scena come l'abbiamo lasciata. Le persone lontane dalla battaglia le prendiamo e riprendiamo a caso, non capendo cosa stessero facendo nel frattempo. Non c'è lo stacco su "questo lo abbiamo lasciato a fare quello", sembra come se lasciamo gli eserciti a fare delle cose e torniamo che son successe cose che non abbiamo capito, ma vabbè, intanto volan schiaffi.
Poi il focus lascia la battaglia e si concentra su un piccolo monte, con le luci del sole sul ghiacchio che, mamma mia, vi prego togliete a Peter Jackson la Computer Grafica. Cioè sti contrasti mi hanno veramente ucciso.
Ovviamente va citato che Martin Freeman è immenso come sempre e le scene dedicate al giovane della contea hanno sempre un che di caldo e piacevole.
Comunque, questa review ha una cosa in comune con il film: non si capisce bene dove voglia andare a parare finchè non finisce.
In sintesi, cosa vorrei dire. Il film mi è piaciuto, per questo cerco di essere critico su alcuni punti. È piacevole da seguire (quello che passa sullo schermo è effettivamente lo stretto indispensabile per la trama dei personaggi principali), non ti annoia e visivamente, a volte, regale belle soddisfazioni (non ho VOLUTAMENTE parlato di Gandalf che secondo me è sempre la star - McKellen mio).
Non mi sento di screditarlo come capitolo conclusivo. Ha tanti elementi interessanti e se non l'avessi visto al cinema avrei voluto farlo. Le sequenze finali sono poi un piacere tutto "della contea", senza contare che la canzoncina finale accompagnata dagli pseudo-carboncini vale tutto il prezzo del biglietto.
I bid you all a very fond farewell...
Questa Review contiene spoiler. Leggeri e poco importanti guardando il film nel complessivo, ma son comunque spoiler.
Con il sesto film in tredici anni, Peter Jackson si accinge a dare l'ultimo saluto ad Arda, chiudendo i libri (quelli grandi e quello piccolo) per cedere il testimone a qualcun altro o, come io spero, lasciare questo unico shot di Tolkien sul grande schermo per non dover subire reboot negli anni, né spin-off inutili tratti da frammenti che neanche il figlio è riuscito a ricostruire.
Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate è dunque il capitolo conclusivo e l'oggetto di questa pseudo-review.
[Premessa: non sono un "fissato" di Tolkien, né un "fissato" della saga. Ho apprezzato tantissimo tutto il lavoro dei primi tre film, etichettandoli come, senza troppi dubbi, la miglior trasposizione fantasy sul grande schermo. Ho, stranamente gradito il primo film de Lo Hobbit, anche se il secondo mi annoia un po'. Non sentirete "ma nel libro non era così", perchè poco me ne frega. Voglio parlare del film]
Il film inizia con una scena, abbastanza sentita almeno per quanto mi riguarda, su Bard, che si colloca senza dubbio come candidato per "il più figo del film" [anche se Gandalf è proprio duro da battere anche quando non fa un cazzo], e la sua storiella in sospeso con Smaug. Il dragone le sta suonando alla cittadella sul laghetto e lui, con tanto coraggio e pezzi di suo figlio, lo legna forte ammazzandolo.
Ora, io detesto la gente che parla ad alta voce al cinema. Come quella che applaude a fine film o che chiacchiera durante i trailer all'inizio. Però non ho potuto fare a meno di sentire come mio il commento del ragazzino che ha detto, da due file dietro di me, "ma già è morto?". Meh, la cosa divertente è che nell'ottica del film, la morte di Smaug non è neanche uno spoiler. Cioè, non frega davvero niente a nessuno di questa cosa. Trentacinque secondi e già non ne parlano più. Diciamo che è un input per la trama. Input che è completamente non necessario in questo film, durando la sequenza non più di mezz'ora. Scusa Jackson, io non ho studiato regia, ma se dal secondo filme levavi un po' di cagate e aggiungevi la morte de Smaug, mi sa che me lo pure riguardavo sano.
All'obiezione "eh, ma poi questo veniva vuoto", ho una lista di cose che poteva aggiungere che avrebbero dato consistenza al film.
Quindi Bard diventa l'eroe del popolo, si affidano a lui e lui li porta alla montagna a farsi dare soldi dai Nani, soldi che Torin gli aveva promesso.
Nel frattempo gli efli si sono accorti della morte del drago e vai che andiamo anche noi. Quindi è una festa e ci vediamo tutti ad Erebor.
Questo, dalla durata di credo 40 minuti abbondanti, forse un'ora, è l'input della trama di un film che poteva tranquillamente farne a meno.
C'è una bella scena, stile videogioco, sulla liberazione di Gandalf nel mezzo, che ho gradito, ma neanche troppo.
Poi arrivano gli orchi ed è subito festa.
Sul resto del film non vado troppo nei dettagli, una buona sintesi potrebbe essere "schiaffi". E di schiaffi ne volano tantissimi, alcuni di classe, alcuni molto epici, alcuni sentiti, come ci avevan fatto abituare i primi film, le mazzate quelle di Aragorn che ogni colpo di spada è come una carezza al nostro senso di maestosità che ci rimpicciolisce sempre più riempiendoci di ammirazione e affetto.
Il film è poi preso quasi completamente dalla battaglia. Non è una cosa nuova, Le due Torri ed Il Ritorno del Re ci avevano abituato a cose simili.
Ma su questo punto c'è, purtroppo, da discutere.
Abbiamo un film caricato con ore di battaglia, nella quale non si capisce cosa sta succedendo. Le scene sono molto chiare, la confusione dei combattimenti non è la telecamera mossa che non fa capire (come mi succede con Transformers), il problema è che non si riesce ad avere una percezione di cosa sta succedendo lontano dall'inquadratura del momento. È come se il tempo fosse fermo, vediamo nani ed elfi che mietono Orchi, ma poi il classico campo lungo ci riporta sulla scena come l'abbiamo lasciata. Le persone lontane dalla battaglia le prendiamo e riprendiamo a caso, non capendo cosa stessero facendo nel frattempo. Non c'è lo stacco su "questo lo abbiamo lasciato a fare quello", sembra come se lasciamo gli eserciti a fare delle cose e torniamo che son successe cose che non abbiamo capito, ma vabbè, intanto volan schiaffi.
Poi il focus lascia la battaglia e si concentra su un piccolo monte, con le luci del sole sul ghiacchio che, mamma mia, vi prego togliete a Peter Jackson la Computer Grafica. Cioè sti contrasti mi hanno veramente ucciso.
Ovviamente va citato che Martin Freeman è immenso come sempre e le scene dedicate al giovane della contea hanno sempre un che di caldo e piacevole.
Comunque, questa review ha una cosa in comune con il film: non si capisce bene dove voglia andare a parare finchè non finisce.
In sintesi, cosa vorrei dire. Il film mi è piaciuto, per questo cerco di essere critico su alcuni punti. È piacevole da seguire (quello che passa sullo schermo è effettivamente lo stretto indispensabile per la trama dei personaggi principali), non ti annoia e visivamente, a volte, regale belle soddisfazioni (non ho VOLUTAMENTE parlato di Gandalf che secondo me è sempre la star - McKellen mio).
Non mi sento di screditarlo come capitolo conclusivo. Ha tanti elementi interessanti e se non l'avessi visto al cinema avrei voluto farlo. Le sequenze finali sono poi un piacere tutto "della contea", senza contare che la canzoncina finale accompagnata dagli pseudo-carboncini vale tutto il prezzo del biglietto.
I bid you all a very fond farewell...
giovedì 13 novembre 2014
Di Speranza
Un appunto a chi ha fatto i proverbi
"La speranza è l'ultima a morire"
"Chi di speranza vive, disperato muore"
Aò, ma stai tranquillo. Che ci dovrei capire io?
Cose che odio (Un po' di)
- La faciloneria
- Gli U2
- I Sigur Ros
- Il "fuori controllo"
- Il "vale tutto"
- L'entusiasmo immotivato
- I Sigur Ros
- I soprannomi finti autoattribuiti che nessuno usa, manco il proprietario
- I selfie
- Chi ha il selfie come appuntamento quotidiano
- Gli U2
- Bono Vox
- Gli U2
- L'irrefrenabile bisogno della gente di dire ciò che gli passa per la testa senza prima domandarsi "ma interesserà a qualcuno?"
- Gli stati di facebook partoriti utilizzando una procedura analoga a quella descritta nel punto precedente
- Bono Vox
- Che Woody Allen faccia un film l'anno
- Titanic
- I cinema senza Trailer
- Gli U2
- I Sigur Ros
- Il "fuori controllo"
- Il "vale tutto"
- L'entusiasmo immotivato
- I Sigur Ros
- I soprannomi finti autoattribuiti che nessuno usa, manco il proprietario
- I selfie
- Chi ha il selfie come appuntamento quotidiano
- Gli U2
- Bono Vox
- Gli U2
- L'irrefrenabile bisogno della gente di dire ciò che gli passa per la testa senza prima domandarsi "ma interesserà a qualcuno?"
- Gli stati di facebook partoriti utilizzando una procedura analoga a quella descritta nel punto precedente
- Bono Vox
- Che Woody Allen faccia un film l'anno
- Titanic
- I cinema senza Trailer
venerdì 22 agosto 2014
The timing and structure...
Faccio ancora un sacco di fatica ad accettare sta cosa del tempo. Cioè, non è che sia difficile da capire, è proprio che non ne comprendo abbastanza il senso da accettarla.
È difficile anche solo formularci pensieri. Non c'è un istante in cui uno può dire che il tempo non sta passando, non si ferma manco un secondo e la cosa odiosa è che non potrebbe fermarsi per un secondo perchè, se è fermo, un cazzo di secondo non passa. Quindi non c'è uno stato in cui puoi pensare "il tempo non sta passando".
Mi incastra 'sta cosa.
in before: vaffanculo.
È difficile anche solo formularci pensieri. Non c'è un istante in cui uno può dire che il tempo non sta passando, non si ferma manco un secondo e la cosa odiosa è che non potrebbe fermarsi per un secondo perchè, se è fermo, un cazzo di secondo non passa. Quindi non c'è uno stato in cui puoi pensare "il tempo non sta passando".
Mi incastra 'sta cosa.
in before: vaffanculo.
sabato 8 febbraio 2014
Mantra
Alcune frasi, alcune foto sono mantra. Sono e devono esserlo. Pezzi di un tracciato dissestato da guardare quando stai cercando di ricordare chi sei.
Stretti.
Stretti.
lunedì 6 gennaio 2014
sabato 29 giugno 2013
...And the memory now is like the picture was then when the paper's crumpled up, it can’t be perfect again...
E se mi immergo nei ricordi...Annego...
Alcune foto che avevano un senso ed ora non lo hanno più...
Qualcosa non lo rimpiango...Qualcosa lo rimpiangerò per sempre.
Quelle foto stropicciate, forse è meglio non guardarle mai più.
mercoledì 8 maggio 2013
I want you to smile
Dicono che è difficile rendere felice gli altri.
Dicono che lo è perché è difficile capire cosa vogliono e forse neanche loro lo sanno bene.
Dicono che a volte non ci si riesce perché la cosa giusta la si capisce solo dopo aver fatto quella sbagliata o quando la si fa si è la persona sbagliata.
Io credo che ciò è in qualche modo vero, ma, da che ho memoria, nella mia vita ho sempre avuto persone che sapevano la cosa giusta, erano la persona giusta e non avevano fatto la cosa sbagliata, ma mai han voluto fare quella cosa.
Credo che in fondo sia io la persona sbagliata, quella che non vorresti fare felice. Mai.
Dicono che lo è perché è difficile capire cosa vogliono e forse neanche loro lo sanno bene.
Dicono che a volte non ci si riesce perché la cosa giusta la si capisce solo dopo aver fatto quella sbagliata o quando la si fa si è la persona sbagliata.
Io credo che ciò è in qualche modo vero, ma, da che ho memoria, nella mia vita ho sempre avuto persone che sapevano la cosa giusta, erano la persona giusta e non avevano fatto la cosa sbagliata, ma mai han voluto fare quella cosa.
Credo che in fondo sia io la persona sbagliata, quella che non vorresti fare felice. Mai.
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